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Ultime News

Prevista per aprile 2019 la “Pace Contributiva” per i dipendenti privati con una doppia destinazione: la prima per i quotisti che devono raggiungere i 38 anni di anzianità contributiva necessari per la pensione anticipata quota 100 a 62 anni di età e la seconda per i più giovani con carriere discontinue che potranno costruire la propria carriera contributiva per evitare, in prospettiva, una pensione di vecchiaia molto in là coi tempi. Ciò potrebbe avvenire tramite piccoli versamenti, “senza sanzioni e senza interessi per colmare i vuoti contributivi cumulati negli anni successivi al 1996, con un onere calcolato sullo stipendio medio dell’anno successivo al ‘buco’ o con un ‘forfait’ per gli under 30 e le lavoratrici madri”. Nei due casi è già stabilito il requisito di 20 anni minimi di contributi effettivi per accedere alla “pace”. La misura si raccorda da un lato con la rottamazione fiscale con cui le aziende potranno invece sanare i mancati versamenti oggetto di contenzioso, dall’altro, per quanto riguarda i giovani, per l’integrazione al minimo delle future pensioni contributive. Gli ultimi ritocchi alle bozze avverranno in questi giorni, importanti per la definizione della manovra: il testo dovrebbe approdare in Parlamento a breve.

 

 

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Mentre i leader di M5S e Lega continuano a rassicurare la piazza, si alza la protesta Inps per le possibili modifiche alla riforma Fornero che potrebbero mandare via 400 mila lavoratori sopra i 62 anni: l’ente previdenziale mette le mani avanti, dicendo che rischia il collasso per via di una spesa aggiuntiva di 140 miliardi in 10 anni, per poi crescere ancora fino al 2046.

 

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La nuova misura previdenziale, come già specificato nella nota di aggiornamento al Def, consente di andare in pensione una volta raggiunta una quota (somma di età contribuzione) almeno pari a 100, con un’età minima di 62 anni, purché si sia in possesso almeno di 38 anni di contributi. Quota 100 quindi permetterà di ritirarsi in anticipo rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia; secondo quanto previsto, da febbraio sarà destinata, potenzialmente, a tutti i lavoratori e non ci saranno penalizzazioni sull’assegno. Per informazioni, contatta Cedan.

 

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La finestra per la pensione è il lasso di tempo che trascorre tra la data di maturazione dei requisiti per il trattamento e la liquidazione dell’assegno da parte dell’ente pensionistico. I requisiti stabiliti sono differenti in base alla gestione previdenziale a cui si è iscritti, della categoria di appartenenza e del tipo di trattamento che si vuole richiedere. I requisiti richiesti per la maggior parte delle pensioni riguardano l’età e il possesso di un minimo di anni di contributi: ad esempio, per l’attuale e ordinaria pensione di vecchiaia si richiedono 66 anni e sette mesi di età (67 anni dal 2019, salvo blocco dell’età pensionabile) e 20 anni di contributi. Per una consulenza personalizzata, contatta Cedan.

 

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Ancora una volta, i conti pubblici vengono anteposti alle necessità di cittadini che chiedono solo di essere collocati in pensione dopo una vita di lavoro: persone che avendo 38 anni di contributi, come accade negli altri Paesi Ue, hanno pieno diritto a lasciare, peraltro per fare spazio a giovani che altrimenti continuerebbero a non avere alcun posto. Il responsabile nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, inoltre ricorda al presidente Inps che quello delle liquidazioni del TFS è un falso problema: le indennità di trattamento di fine servizio, da assegnare dopo la messa in pensione, già oggi sono liquidate dopo due anni. Il sindacato, anzi, ricorda che con apposita diffida e ricorso è possibile recuperare il 2,69% non versato dallo Stato per il periodo 2011/2012.

 

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Dal 1 luglio è possibile richiedere il Bonus sociale idrico per la fornitura di acqua che consente di non pagare un quantitativo minimo di acqua a persona per anno. Tale quantitativo è stato stabilito in 50 litri/giorno a persona (18,25mc di acqua l’anno), corrispondenti al soddisfacimento dei bisogni essenziali. Possono ottenere il bonus gli utenti del servizio di acquedotto, per la sola abitazione di residenza, gli appartenenti ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.107,5 euro o nel caso di famiglia numerosa (4 figli a carico), il parametro non dovrà superare i 20mila euro.

 

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Il reddito di cittadinanza è il nuovo aiuto economico contro la povertà che farà parte delle misure inserite nella nuova Legge di Bilancio 2019; secondo le ultime notizie, partirà da marzo 2019 e da un importo di reddito minimo più basso di 780 euro. Una volta poi completata anche la riforma dei Centri per l'Impiego, indispensabile affinché il sussidio possa essere gestito e controllato, partirà a pieno regime. Per info, contatta la sede Cedan più vicina a te.

 

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La pensione di cittadinanza 2019 diventerà una realtà dal prossimo 1° gennaio, grazie alla Legge di Bilancio 2019: dovrebbe sostituire sia l’integrazione al trattamento minimo, che ad oggi ammonta a 507,42 euro al mese, che le maggiorazioni sulla pensione, come la maggiorazione sociale e l’incremento al milione. Visto che ad oggi la pensione minima (comprensiva di integrazione al trattamento minimo, maggiorazione sociale e incremento al milione) può arrivare a 643,86 euro mensili, la differenza con la pensione di cittadinanza non sarebbe enorme.

 

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La legislazione sociale italiana si preoccupa di tutelare tutte quelle persone che, a causa della loro patologia, non possono accedere al mondo del lavoro, oppure possono farlo, ma a condizioni decisamente svantaggiate. Tra gli strumenti principali di protezione di questi soggetti vi è l’invalidità civile. Perché l’invalidità sia riconosciuta (con conseguenti benefici) è necessario che ricorrano i presupposti previsti dalla legge, e cioè che la malattia venga accertata da un’apposita commissione. Inoltre, la patologia deve risultare davvero invalidante. Per chiarimenti e consulenze, contatta Cedan.

 

 

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Mod. Redditi PF 2018 ti permette di presentare la dichiarazione dei redditi come se fosse un modello 730, così da poterti subito allineare con il fisco. La Legge di Bilancio 2018 ha previsto che il termine di presentazione telematica del Mod. Redditi PF 2018 sia fissato al 31.10.2018, anziché al 30.09 come gli anni precedenti (art. 1, comma 932, della legge 205/2017). L’elaborazione e la trasmissione del Mod. Redditi PF 2018, così come il modello 730, serve a dichiarare i propri redditi corrisposti nell’anno d’imposta 2017.

 

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Le spese sostenute per l'istruzione sono detraibili nella dichiarazione dei redditi 2018, in misura più favorevole rispetto allo scorso anno grazie ad un innalzamento dell'importo detraibile. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 marzo 2018 il decreto Miur con gli importi massimi previsti per la detrazione delle spese sostenute per le Università non statali, mentre per quelle statali non vi è nessuna variazione.

 

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Il calcolo è stato fatto dall’Ufficio Studi dell’Anief che ha incrociato i dati anagrafici dei potenziali pensionandi, a seguito della riduzione delle soglie di acceso che il Governo vorrebbe introdurre con la manovra di fine 2018, con le simulazioni elaborate da Tabula, in base alle quali l'ipotesi potrebbe avere circa 350mila beneficiari nel primo anno e altri 250 mila nel successivo. Secondo il leader del giovane sindacato, Marcello Pacifico, è questa la strada giusta da percorrere, a patto che non vi siano disincentivi o, peggio ancora, riduzioni di assegni, oppure formule “magiche”, come i fondi di solidarietà e di esubero prestate dai servizi di credito o assicurativi. Perché la Legge Fornero ha creato un sistema previdenziale assurdo, senza eguali nell’area Ocse. A partire dalla Scuola, visto che nessun Paese ha osato mandare i propri docenti, ad alto rischio burnout, in pensione alle soglie dei 70 anni. E anche in Europa si lascia la cattedra a 63 anni, con Francia e Germania dove bastano tra i 25 e i 27 anni di insegnamento per lasciare il servizio.

 

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