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Il calcolo è stato fatto dall’Ufficio Studi dell’Anief che ha incrociato i dati anagrafici dei potenziali pensionandi, a seguito della riduzione delle soglie di acceso che il Governo vorrebbe introdurre con la manovra di fine 2018, con le simulazioni elaborate da Tabula, in base alle quali l'ipotesi potrebbe avere circa 350mila beneficiari nel primo anno e altri 250 mila nel successivo. Secondo il leader del giovane sindacato, Marcello Pacifico, è questa la strada giusta da percorrere, a patto che non vi siano disincentivi o, peggio ancora, riduzioni di assegni, oppure formule “magiche”, come i fondi di solidarietà e di esubero prestate dai servizi di credito o assicurativi. Perché la Legge Fornero ha creato un sistema previdenziale assurdo, senza eguali nell’area Ocse. A partire dalla Scuola, visto che nessun Paese ha osato mandare i propri docenti, ad alto rischio burnout, in pensione alle soglie dei 70 anni. E anche in Europa si lascia la cattedra a 63 anni, con Francia e Germania dove bastano tra i 25 e i 27 anni di insegnamento per lasciare il servizio.

 

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Il Fondo Espero è nato nel 2004: è destinato al pubblico impiego e diretto nello specifico a tutti i dipendenti della Scuola; il dipendente che decide di aderire versa una tantum pari a 2,58 euro come quota di adesione, somma che gli viene trattenuta dalla busta paga. Inoltre, è necessario versare la quota obbligatoria dell’1% della retribuzione. Resta un’altra quota del tutto facoltativa del 2% se rientra nel regime di trattamento di fine servizio (TFS). Coloro che aderiscono al fondo pensione possono accedere alla riscossione della rendita RITA fino al passo successivo che porta alla pensione.

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Cedan e Anief ricordano che l’Inps, come abbiamo avuto modo di dire anche precedentemente, ha fornito delle indicazioni circa la prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche. Nella circolare INPS 15 novembre 2017, n. 169 vengono prorogati i termini di prescrizione dei contributi al 31 dicembre 2018, inizialmente fissati al 31 dicembre 2017. Altresì, sono illustrate le istruzioni in merito alla verifica del proprio estratto conto INPS/INPDAP, per accertarsi che sia aggiornato con tutti i contributi previdenziali versati.

 

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Tra le varie delibere, il decreto Milleproroghe 2018 ha predisposto lo scivolamento di un anno per l’avvio del cd. Isee precompilato: “la sperimentazione della DSU disposta da INPS-Agenzia delle Entrate scatterà dal 2019” e la data precisa di avvio della DSU precompilata sarà stabilita da un decreto del Ministero del Lavoro. Come ha riportato Orizzonte Scuola, “a partire dal 1° settembre 2018, l’INPS precompila la DSU (dichiarazione sostitutiva unica, che conterrà i dati già definiti del contribuente), cooperando con l’Agenzia delle entrate”.

 

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Torniamo a occuparci delle delucidazioni fornite sull’argomento: come riporta Orizzonte Scuola, l’Inps dà indicazioni circa la prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche, confluite nell’INPS. Nella circolare INPS 15 novembre 2017, n. 169 sono stati prorogati i termini di prescrizione dei contributi al 31 dicembre 2018, inizialmente fissati al 31 dicembre 2017, oltre a essere illustrate le istruzioni in merito alla verifica del proprio “estratto conto INPS/INPDAP”, per controllare se sia aggiornato con tutti i contributi previdenziali versati.

 

 

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Entreranno in vigore dal prossimo 1° gennaio 2019 delle novità che comporteranno una maggiore permanenza, di 5 mesi, nel mercato del lavoro da parte dei lavoratori prima di poter avere diritto alla pensione nel biennio 2019-2020. L'Inps certifica lo slittamento dell'età pensionabile nel prossimo biennio per effetto della speranza di vita. La Circolare 62/2018, pubblicata dall'Istituto di Previdenza, rivede al rialzo tutti i requisiti per conseguire la pensione per i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria, in sintonia con quanto previsto dal decreto del Ministero del Lavoro.

Dal 1° gennaio 2019, quindi, si andrà in pensione più tardi rispetto ad oggi: Pensione di vecchiaia contributiva, 71 anni di età. L’anzianità contributiva sarà sempre di 5 anni; Pensione anticipata contributiva, 64 anni. L’anzianità contributiva resta pari a 20 anni; Pensione anticipata uomini, 43 anni e 3 mesi, (2249 settimane); Pensione anticipata donne, 42 anni e 3 mesi; (2197 settimane); Pensione anticipata lavoratori precoci, 41 anni e 5 mesi di anzianità contributiva, (contro i 41 anni attuali); Pensione di vecchiaia, 67 anni per tutti. L’anzianità contributiva richiesta sarà sempre pari a 20 anni, contro gli attuali 66 anni e 7 mesi.

 

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L’Inps, con un comunicato stampa pubblicato il 14 agosto scorso, chiarisce che, in merito alla prescrizione dei contributi dei dipendenti iscritti alle gestioni pubbliche, confluite all'Inps, la posizione assicurativa potrà essere sistemata anche dopo il 1° gennaio 2019; questa data ha rilievo per i rapporti fra INPS e datori di lavoro pubblici, perché mutano le conseguenze del mancato pagamento contributivo accertato dall’Istituto.

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Il pagamento deve essere effettuato entro il 18 giugno, poiché il 16 giugno, sua naturale scadenza, è sabato, attraverso F24, tramite banche o Poste Italiane. Devono pagare le due imposte i contribuenti in possesso di fabbricati, di aree edificabili e di terreni agricoli che si trovino nel territorio dello Stato italiano a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa.

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Il Reddito di inclusione (REI) è una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale, condizionata alla valutazione della condizione economica. I cittadini possono richiederlo presso il Comune di residenza o eventuali altri punti di accesso indicati dai Comuni.

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