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La finestra per la pensione è il lasso di tempo che trascorre tra la data di maturazione dei requisiti per il trattamento e la liquidazione dell’assegno da parte dell’ente pensionistico. I requisiti stabiliti sono differenti in base alla gestione previdenziale a cui si è iscritti, della categoria di appartenenza e del tipo di trattamento che si vuole richiedere. I requisiti richiesti per la maggior parte delle pensioni riguardano l’età e il possesso di un minimo di anni di contributi: ad esempio, per l’attuale e ordinaria pensione di vecchiaia si richiedono 66 anni e sette mesi di età (67 anni dal 2019, salvo blocco dell’età pensionabile) e 20 anni di contributi. Per una consulenza personalizzata, contatta Cedan.

 

In alcuni casi, per il trattamento si richiede anche la maturazione di un assegno minimo: per il diritto alla stessa pensione di vecchiaia ordinaria, per fare un esempio, si richiede la maturazione di un assegno pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale, cioè a circa 680 euro mensili, se non si possiedono versamenti alla previdenza obbligatoria anteriori al 1996. Spesso, le gestioni previdenziali dei liberi professionisti richiedono, oltre all’accredito di un minimo di anni di contributi, anche una determinata anzianità di iscrizione.

Se i requisiti stabiliti per la pensione, da soddisfare contemporaneamente, sono differenti, nella generalità dei casi la finestra inizia a trascorrere a partire dalla maturazione dell’ultimo requisito, cioè dal requisito necessario al trattamento raggiunto più recentemente. Con le finestre fisse, invece, ci si può pensionare all’apertura della finestra successiva rispetto alla data di maturazione dei requisiti. Se, ad esempio, l’ultimo requisito si matura in data 20 dicembre e la finestra fissa si apre il 1° gennaio, ci si pensiona dal 1° gennaio.

Le finestre mobili, attualmente in vigore per alcune tipologie di pensione, si calcolano a partire dalla data di maturazione dell’ultimo requisito per il trattamento. Infatti chi richiede la pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione, la finestra è pari a 18 mesi; la pensione viene liquidata a partire dal primo giorno del 19º mese dalla data di maturazione dell’ultimo requisito; per chi richiede la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, invece, la finestra è ancora più lunga ed è pari a 21 mesi; per quanto riguarda la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, che ad oggi può essere richiesta dai lavoratori dipendenti del settore privato che possiedono un’invalidità pari almeno all’80%, la finestra è pari a 12 mesi.

In base a quanto reso noto sinora, le finestre per la quota 100 dovrebbero avere un funzionamento simile a quelle fisse previste dalla vecchia Legge Maroni; in particolare, si dovrebbe aprire una finestra ogni 3 mesi: 1° gennaio, 1° aprile, 1° luglio e 1° ottobre. Esempio: se un lavoratore matura la quota 100, con i requisiti di età e contribuzione minimi, nel mese di giugno 2019, la finestra fissa che si apre successivamente al mese di giugno è quella del 1° luglio, quindi il lavoratore può pensionarsi il 1° luglio 2019. Nel caso in cui, invece, si decida di applicare le finestre mobili, bisognerebbe calcolare la durata della finestra a partire dall’ultimo requisito maturato, secondo la durata della finestra stessa, ancora da decidere. Inoltre, è possibile lavorare durante il periodo di finestra, poiché si tratta di un periodo in cui il lavoratore non riceve alcun trattamento di pensione.

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