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Con comunicato stampa del 7 novembre 2020 l’Agenzia delle Entrate ha reso noti i primi bonifici dei contributi a fondo perduto previsti dal decreto Ristori. Per saperne di più, visita il sito www.cedan.it

Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte con il Dpcm 24 ottobre 2020 per contenere la diffusione dell'epidemia Covid-19, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell'Allegato 1 del Decreto Ristori. Possono accedere al suddetto contributo, tutti gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020. Vengono ampliate le categorie beneficiare del suddetto contributo, precedentemente escluse (internet point, ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, bus turistici, trasporti lagunari, corsi di danza, lavanderie industriali, negozi di bomboniere, fotoreporter, traduttori e pirotecnici).

Il requisito fondamentale è lo stesso del decreto Rilancio della primavera scorsa: perdita di fatturato, di aprile 2020 su aprile 2019, che deve essere pari ad almeno un terzo. Tale requisito non va considerato per tutte le nuove attività aperte dal 1° gennaio 2020. La misura di questi contributi varia in funzione delle diverse attività e prevede lo stesso meccanismo adottato nel primo decreto ristori. Pertanto, l'ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra il fatturato del mese di aprile 2020 e il fatturato del mese di aprile 2019.

Nello specifico abbiamo: il 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro; il 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400 mila euro e fino a 1 milione di euro; il 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro. Qualora l’ammontare dei ricavi o compensi è superiore a 5 milioni di euro, il valore è calcolato applicando la percentuale del 10% del calo del fatturato. Al risultato, si applica la percentuale prevista dal decreto Ristori bis, che va dal 100% fino al 400%, in base ai codici ATECO degli operatori dei settori economici. Il contributo a fondo perduto è riconosciuto nell’anno 2021 anche agli operatori con sede operativa nei centri commerciali e agli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande, entro il 30% del contributo previsto dal primo decreto Ristori.

Decreto Ristori bis, i codici Ateco delle nuove attività

Da una parte, il decreto amplia i codici Ateco beneficiari delle misure del decreto Ristori 1 del 28 ottobre, come riporta QuiFinanza. Sono ad esempio inclusi diverse attività del turismo e ristorazione: alberghi, parchi, terme, teatri, musei, trasporti, organizzatori eventi e feste, fotografi, lavanderie, guide turistiche, traduttori (allegato 1).

Dall’altro (allegato 2), il decreto include un elenco dei nuovi codici Ateco beneficiari dei ristori in seguito alle nuove misure restrittive relative alle zone rosse, con particolare attenzione a negozi ed esercizi commerciali, dai vestiti ai mobili alle mercerie fino alle armi, ai sexy shop, alle attività di tatuaggio e piercing.
Gli allegati sono consultabili al seguente link.

Chi ha già beneficiato dei precedenti ristori riceverà il bonifico diretto sul proprio IBAN, diversamente si deve inoltrare domanda tramite procedura web e modello dell’Agenzie delle Entrate (in attesa di un provvedimento attuativo per stabilire le modalità operative).

Per ulteriori informazioni contatta la sede Cedan S.r.l.s. più vicina a te e visita il nostro sito www.cedan.it Caf (3459971504) e Patronato (3938803469).