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Il reddito di cittadinanza è la misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale che i cittadini possono richiedere dal 6 marzo 2019. Si tratta di un sostegno economico a integrazione dei redditi familiari associato a un percorso di reinserimento lavorativo e di inclusione sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti poiché sottoscrivono un patto per il lavoro o un patto per l'inclusione sociale. Vuoi saperne di più? Visita il sito Cedan S.r.l.s.

 

Dai dati riportati dal Rapporto, aggiornati al 1° settembre 2020, risulta che sono in 1.220.734 ad aver presentato domanda per il reddito di cittadinanza, di questi 1.025.124 sono stati ammessi a sottoscrivere il patto per il lavoro. Il beneficio ha l'obiettivo di migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, di aumentare l’occupazione e di contrastare la povertà. L'Anpal sta ponendo attenzione in particolare ai beneficiari che godono del sostegno e che hanno sottoscritto il patto per il lavoro, in un’ottica di reinserimento nel mercato del lavoro.

Patto di lavoro

Una volta avvenuta la convocazione, il beneficiario deve collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze e rispettare requisiti e impegni previsti nel patto per il lavoro, tra i quali rientra quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (una in caso di rinnovo).

Requisiti

Essi sono: l’immediata disponibilità al lavoro; il compimento della maggiore età; la non iscrizione a un regolare corso di studi; l’accettazione di proposte di lavoro congrue; l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale.

La congruità dell’offerta di lavoro viene definita sulla base di tre principi (art. 25 del decreto legislativo 150/2015): coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate; distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico; durata dello stato di disoccupazione.

Quanti beneficiari ci sono

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dei percettori del reddito e firmatari del patto, come riporta Informazione Fiscale, sono le regioni del Sud Italia a essere maggiormente coinvolte (68,4%) con particolare concentrazione in Sicilia (19,9%) e Campania (25,3%) che, da sole, comprendono il 66% dei beneficiari del Mezzogiorno e il 45,2 % di quelli nazionali. Mentre per gli stranieri, ovviamente con residenza in Italia (diversamente non rientrerebbero nei requisiti), hanno un’incidenza minima sul totale: sono poco meno di 143mila, per un’incidenza complessiva del 13,9% (4% per comunitari e 9,9% per i non comunitari).

L’Anpal, inoltre, attraverso l’archivio delle comunicazioni obbligatorie che i datori di lavoro trasmettono al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha analizzato le esperienze lavorative pregresse dei beneficiari; infatti si evince che oltre un terzo degli individui non risulta essere mai stato occupato: in 370mila alla luce delle informazioni a disposizione, si affacciano per la prima volta a un percorso di inserimento lavorativo privi di ogni esperienza nell’ambito, il sud e le isole, rispettivamente con 39,2% e 41,6% riscontrano questa problematica. Il nord ha una percentuale elevata che oltrepassa il 19% dall'ultima esperienza lavorativa da almeno 3 anni dei beneficiari.

Per ulteriori informazioni contatta la sede Cedan S.r.l.s. più vicina a te e visita il nostro sito www.cedan.it Caf (3459971504) e Patronato (3938803469).