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Come riporta Il Sole 24 ore, è ufficiale: l’Abi ha comunicato all’Inps e ai ministeri interessati il tasso di partenza per il primo bimestre di erogazione dell’anticipo finanziario e ora toccherà all’Istituto di previdenza procedere alla sua pubblicazione.

 

Nella missiva Abi si rimanda alla pubblicazione degli Accordi operativi per avviare le adesioni delle banche. Sul fronte assicurativo vale lo stesso meccanismo ad esclusione di Unipol che risulta tra i destinatari della comunicazione Abi.

«A questo punto manca solo la chiusura della convenzione tra Inps e ministero dell’Economia per l’attivazione del fondo di garanzia», ha dichiarato Marco Leonardi, capo del nucleo di politica economica di palazzo Chigi. «È un buon avvio - ha aggiunto Stefano Patriarca, del team economico della Presidenza del Consiglio -: chi prenderà l’Ape nei fatti pagherà di interessi solo l’1,47% in quanto metà di questo onere sarà restituito dall’apposita detrazione fiscale. E anche il premio di assicurazione sarà dimezzato dal bonus fiscale. In definitiva - ha proseguito - il Taeg effettivo comprensivo di tutti i costi sarà del 3,3% fisso per 20 anni, di gran lunga inferiore a qualsiasi forma di credito al consumo e i costi incideranno effettivamente sulla pensione per l’1,6% per ogni anno di anticipo».

Vale ricordare che il finanziamento-ponte è esentasse, mentre l’assicurazione in caso di premorienza del beneficiario svincola la pensione di reversibilità agli eredi da ulteriori oneri di rimborso. Come prevede la norma, se si richiederà il massimo di anticipo, ovvero più di tre anni, non si potrà avere un importo Ape superiore al 75% della pensione Inps certificata, mentre se la richiesta è inferiore a un anno si potrà chiedere fino al 90% del futuro assegno Inps.

Per procedere con le domande di certificazione occorre aspettare, a questo punto, l’Inps che, come annunciato la scorsa settimana, ha pronto anche il simulatore per il calcolo dell’Ape. E vale ricordare anche che coloro che volessero incassare con la prima rata Ape pure le mensilità pregresse, maturate dal giugno scorso con 63,7 anni di età e almeno 20 di contributi, dovranno ottenere la certificazione entro il 18 aprile.

Il Tan verrà aggiornato da Abi ogni bimestre, mentre l’Inps provvederà ad aggiornare a sua volta i nuovi tassi di interesse ai fini della certificazione del diritto all’Ape, il simulatore e la domanda di Ape entro il giorno 12 del mese (in prima applicazione la data potrebbe slittare di qualche giorno in attesa della circolare Inps). Prevista anche la possibilità di estinguere anticipatamente il finanziamento con un indennizzo pari all’1% dell’importo rimborsato in anticipo.

Innanzitutto, bisogna considerare che ad incidere sulla pensione non sono soltanto le rate di ammortamento del prestito, ma anche l’assicurazione contro il rischio di premorienza e il contributo da riconoscere al fondo di garanzia.

Per quanto riguarda gli interessi del prestito, in particolare, l’Ape volontario ha un tasso annuo nominale lordo (Tan) del 2,838% in fase di erogazione e del 2,938% sul periodo di ammortamento. A questo valore corrisponde un tasso annuo effettivo globale (Taeg) lordo compreso tra il 5,89% e il 6,23%, a seconda della durata dell’anticipo.

Chi richiede l’Ape, però, ha diritto a una detrazione fiscale del 50% sulla componente di costo corrispondente alla quota interessi e premio: in questo modo, l’incidenza effettiva del finanziamento sulla pensione si abbassa notevolmente.

In pratica, come chiarito dal capo del nucleo di politica economica di palazzo Chigi, Marco Leonardi, chi richiederà l’Ape pagherà, in concreto, solo l’1,47% di interessi, in quanto metà dell’onere sarà restituito dall’apposita detrazione fiscale; anche il premio di assicurazione sarà dimezzato dal bonus fiscale. Il Taeg effettivo, comprensivo di tutti i costi, sarà del 3,3% fisso per 20 anni, quindi notevolmente conveniente, e i costi incideranno effettivamente sulla pensione per l’1,6% per ogni anno di anticipo.

Per una migliore rappresentazione delle penalizzazioni che l’Ape volontario comporta sulla futura pensione, sulla base delle elaborazioni del nucleo tecnico di coordinamento della politica economica, vediamo nel dettaglio Tan e Taeg come vengono applicati:

  • L’Ape volontario con una durata di 12 mesi implica un Tan pari al 2,94% ed un Taeg pari al 6,23%, che diventano, al netto del credito fiscale, rispettivamente pari all’1,47% e al 3,43%; l’incidenza dei costi effettivi netti sulla pensione è dell’1,57% (0,88% interessi, 0,60% assicurazione, 0,08% contributo al fondo di garanzia);
  • L’Ape volontario con una durata di 24 mesi implica un Tan pari al 2,94% ed un Taeg pari al 6,09%, che mutano, al netto del credito fiscale, rispettivamente pari all’1,47% e al 3,38%; l’incidenza dei costi effettivi netti rispetto alla pensione è del 3,07% (1,76% interessi, 1,15% assicurazione, 0,16% contributo al fondo di garanzia);
  • L’Ape volontario con una durata di 36 mesi comporta un Tan pari al 2,94% ed un Taeg pari al 5,96%, che diventano, al netto del credito fiscale, rispettivamente pari all’1,47% e al 3,33%; l’incidenza dei costi effettivi netti rispetto alla pensione è del 4,49% (2,61% interessi, 1,66% assicurazione, 0,22% contributo al fondo di garanzia);
  • L’Ape volontario con una durata di 43 mesi, infine, comporta un Tan pari al 2,94% ed un Taeg pari al 5,89%, che diventano, al netto del credito fiscale, rispettivamente pari all’1,47% e al 3,31%; l’incidenza dei costi effettivi netti rispetto alla pensione è del 5,49% (3,22% interessi, 2,01% assicurazione, 0,27% contributo al fondo di garanzia).

Fonte

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