Con la Manovra 2026, il quadro della flessibilità in uscita dal lavoro subisce ulteriori restrizioni. A partire da quest’anno, non è più possibile maturare i requisiti per accedere a Quota 103 e Opzione Donna, mentre viene prorogata l’APE sociale. Restano operative le forme di pensione anticipata previste a regime, tra cui la pensione per i lavoratori precoci, per i lavori usuranti e la pensione anticipata contributiva a 64 anni.
Per Quota 103 e Opzione Donna permane il principio della cristallizzazione del diritto: potranno accedervi esclusivamente coloro che avevano già maturato i requisiti previsti dalle normative precedenti. Complessivamente, la flessibilità in uscita nel 2026 risulta quindi più limitata e selettiva.
APE sociale 2026: requisiti e funzionamento
L’APE sociale è l’unica misura di flessibilità in uscita prorogata dalla Manovra 2026, come previsto dal comma 162 della Legge di Bilancio. Possono presentare domanda i lavoratori che compiono 63 anni e cinque mesi entro il 31 dicembre 2026 e che rientrano in una delle categorie tutelate dal comma 179 della Legge 232/2016, con una contribuzione minima:
30 anni di contributi per disoccupati involontari, caregiver e persone con disabilità;
36 anni di contributi per addetti a mansioni gravose o usuranti.
La procedura prevede la presentazione di una domanda di certificazione del diritto all’INPS entro il 31 marzo oppure entro il 15 luglio. L’esito viene comunicato entro fine giugno o entro il 15 ottobre, in base alla finestra scelta. Le domande presentate dopo il 15 luglio e comunque entro novembre sono accolte solo in presenza di risorse residue.
L’APE sociale non costituisce una pensione, ma una misura di accompagnamento all’uscita: l’erogazione termina al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. L’importo corrisponde alla pensione maturata al momento dell’accesso, con un tetto massimo di 1.500 euro mensili.
Stop a Quota 103 e Opzione Donna
La Manovra 2026 non prevede la proroga di Quota 103, accessibile solo ai lavoratori che avevano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 (62 anni di età e 41 anni di contributi). La pensione con Quota 103 è soggetta a ricalcolo interamente contributivo, è incompatibile con redditi da lavoro (eccetto prestazioni occasionali fino a 5.000 euro annui) e prevede un limite massimo dell’assegno pari a quattro volte il minimo INPS fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia. La finestra mobile è di sette mesi, che salgono a nove per il pubblico impiego.
Per Opzione Donna, l’accesso è consentito solo alle lavoratrici che avevano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024 (61 anni di età e 35 anni di contributi, con riduzione di un anno per figlio fino a un massimo di due). È richiesto inoltre l’appartenenza a specifiche categorie: caregiver, lavoratrici con disabilità almeno al 74%, o dipendenti licenziate da imprese in crisi con tavolo di confronto attivo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Anche in questo caso, l’assegno è calcolato con il sistema contributivo.
Pensioni anticipate non ordinarie nel 2026
Restano valide le regole delle altre forme di pensione anticipata non ordinaria:
Pensione precoci: 41 anni di contributi, di cui almeno 12 versati prima dei 19 anni. Accesso riservato a caregiver, disoccupati involontari, persone con disabilità e lavoratori impegnati in mansioni usuranti o gravose. Finestra mobile di tre mesi (cinque mesi per alcune casse del pubblico impiego).
Pensione per lavori usuranti: almeno 35 anni di contributi e raggiungimento di una quota data dalla somma di età e anzianità contributiva. I requisiti variano a seconda dell’attività. La finestra mobile è di 12 mesi per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi.
Pensione anticipata contributiva: prevista dall’articolo 24 della legge 201/2011, consente l’uscita a 64 anni con almeno 20 anni di contributi per chi ha iniziato a versare dal 1996, con assegno minimo pari a tre volte il minimo INPS. Finestra mobile di tre mesi.
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